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PROGETTOEUROPA
News e approfondimenti dall'Europa

POLITICA
5 ottobre 2011
PARLAMENTO EUROPEO, AGENDA DELLA SETTIMANA

12 ottobre

  • Il Parlamento Europeo si riunisce in Sessione Plenaria a Bruxelles. All’ordine del giorno, tra l'altro, ci saranno l'adesione della Bulgaria e della Romania allo spazio Schengen, la preparazione della riunione del Consiglio europeo del 17-18 ottobre 2011, la sottoscrizione da parte dell'Unione europea di ulteriori azioni del capitale della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS). 

13 ottobre

  • Il futuro dell'IVA;
  • Legge americana per l'occupazione ("American Jobs Act");
  • Misure commerciali eccezionali applicabili ai paesi e territori che partecipano o sono legati al processo di stabilizzazione e di associazione dell'Unione europea;
  • Adesione della Bulgaria e della Romania allo spazio Schengen.
ECONOMIA
6 aprile 2011
Europa, approvate le stime per il bilancio 2012
Le stime per il bilancio 2012 sono state adottate oggi, mercoledì 6 aprile, dal Parlamento europeo. Valore complessivo: 1.725 miliardi di euro con un aumento del 2,3%, un valore che rappresenta una soglia al di sotto del tasso d'inflazione media per i 27 Stati membri, pari al 2,8%. Il testo sarà inviato alla Commissione per contribuire alla preparazione del progetto di bilancio dell'UE, previsto fra due settimane.


Rispetto alle spese proposte dall'Ufficio di presidenza del PE, la Plenaria ha adottato risparmi per un valore pari a 13,7 milioni di euro. Tra le spese ridotte, figurano tagli ai finanziamenti di partiti e fondazioni europei, campagne d'informazione, IT, manutenzione degli edifici e nuovi posti già previsti.

Gli eurodeputati propongono anche di portare i consulenti esterni e altri servizi ai livelli del 2012 continuando con la razionalizzazione della spesa amministrativa del PE. Inoltre, chiedono che sia ridotto l'uso di acqua, elettricità, carta e le spese per i viaggi.


I costi relativi all'accoglienza dei diciotto nuovi eurodeputati (per effetto dell'entrata in vigore del Trattato di Lisbona e del possibile ingresso nell'Unione della Croazia), saranno quantificati successivamente.

Le altre istituzioni dell'UE hanno fornito le loro stime di bilancio alla Commissione europea che il 20 aprile prossimo presenterà il progetto di bilancio comunitario per il 2012. In seguito, inizieranno i negoziati fra Il Parlamento e il Consiglio. Conclusione prevista: novembre di quest'anno.

 

ECONOMIA
24 marzo 2011
Immigrati, dal Parlamento europeo via libera al 'permesso unico'



Proprio mentre divampano le polemiche sugli immigrati nel nostro Paese a seguito della crisi nell’area del Nord Africa, un importante provvedimento arriva dal Parlamento europeo. Gli eurodeputati, infatti, hanno approvato oggi il progetto di legge sul “permesso unico” in base al quale tutti i lavoratori extracomunitari che si trovano in Europa avranno una procedura semplificata che unificherà i permessi di residenza e quelli di lavoro tanto per loro quanto per i rispettivi datori di lavoro.

La direttiva è stata approvata con 311 voti a favore, 216 contrari e 81 astensioni. Ora i ministri di Giustizia dei paesi UE dovranno esaminare gli emendamenti adottati dagli eurodeputati. La Gran Bretagna, la Danimarca e l'Irlanda non prenderanno parte all'adozione della direttiva sul permesso unico.

Quando entrerà in vigore, il provvedimento - se passerà nella forma attualmente approvata - consentirà agli immigranti provenienti da paesi esterni all'Unione Europea di ottenere il rilascio dei documenti necessari al soggiorno e al lavoro con un'unica procedura per tutto il territorio dell'UE. Ma non finisce qui. Su orari di lavoro, ferie, sicurezza sono previste anche alcune garanzia a tutela dei lavoratori immigrati che li equiparerebbero ai cittadini comunitari.

Resta, invece, nella facoltà esclusiva degli Stati membri – che, però,  non potranno richiedere altra documentazione a chi presenetrà domanda per avere il permesso - la decisione di ammettere i lavoratori extracomunitari sul territorio nazionale, cosi come ogni regolamentazione sui flussi di immigrati autorizzati.

La nuova legislazione, dopo l’approvazione definitiva, si applicherà agli extracomunitari che richiedono un permesso di residenza e di lavoro in uno Stato membro o che già vi risiedono legalmente ma non ai lavoratori extracomunitari in trasferimento all'interno di società multinazionali, né a quelli stagionali, due categorie che saranno presto oggetto di un intervento legislativo ad hoc.

POLITICA
12 marzo 2011
Rom, Unione Europea dovrebbe introdurre standard obbligatori per promuovere l'integrazione

Si riaccende il dibattito nell'Unione europea sull'integrazione dei rom. In particolare, l'Unione europea dovrebbe introdurre standard minimi obbligatori per promuovere l'integrazione sociale, economica e culturale dei circa dieci milioni di rom che vivono nel Continente. Questa, almeno, è la proposta che i deputati hanno presentato in una risoluzione approvata mercoledì scorso. Il testo rappresenta il contributo del Parlamento alla Strategia europea per l'inclusione dei rom che presto sarà presentata dalla Commissione.

Nella risoluzione, adottata con 576 voti favorevoli, 32 contrari e 60 astensioni, si afferma che i rom soffrono una discriminazione sistematica e combattono contro "un livello intollerabile di esclusione" e violazioni dei diritti umani.

"Con l'adozione della presente relazione, abbiamo fatto un grande passo verso un impegno a livello UE per alleviare la povertà e l'esclusione sociale della più grande minoranza etnica del nostro continente", ha detto la relatrice per il Parlamento Lívia Járóka (PPE, HU), nel corso del dibattito che ha preceduto la votazione. Aggiungendo: "Questa strategia UE deve porre l'accento principale sul rispetto e la promozione dei diritti fondamentali al lavoro, all'alloggio, alla salute e all'istruzione".

I deputati chiedono anche che la Commissione presenti una tabella di marcia che includa una serie di standard comunitari obbligatori insieme con la possibilità di'imporre penalità ai governi nazionali che non li rispettano.

Sull'occupazione, la strategia UE dovrà assicurare un accesso effettivo al mercato del lavoro, oltre a misure per combattere il lavoro sommerso e per favorire l'assunzione di rom nell'amministrazione pubblica. Per l'educazione, i deputati chiedono ai governi nazionali di impiegare un numero maggiore di mediatori e insegnanti rom nelle scuole per garantire l'educazione nella loro lingua.

Il Parlamento, inoltre, denuncia le "discutibili operazioni di rimpatrio" di cittadini rom verificatesi in alcuni Stati membri che hanno creato un "clima di paura e inquietudine" fra la popolazione rom e hanno anche avuto l'effetto di aver portato preoccupanti "livelli di razzismo e discriminazione".

La strategia europea dovrà, quindi, combattere ogni forma di violazione dei diritti fondamentali, inclusi "la discriminazione, la segregazione, i discorsi d'incitazione all'odio, il profiling etnico, il rilevamento illegale delle impronte digitali, nonché lo sfratto e l'espulsione illegali".

Il Parlamento chiede, così, anche la creazione di enti europei di sostegno, sotto la supervisione dell'esistente Task Force per i Rom, per assicurare un uso più mirato dei fondi europei a disposizione dei governi nazionali e locali, per controllarne l'uso e indicare eventuali sprechi. Gli Stati membri sono, infatti, invitati a utilizzare programmi come PROGRESS, Cultura, Salute, e di apprendimento permanente in favore dei cittadini rom. Infine, i deputati chiedono alla Commissione di prevedere finanziamenti ad hoc, nel quadro della politica di coesione, per sostenere la Strategia dell'UE relativa ai rom.


La Commissione dovrebbe presentare la sua proposta il 5 aprile. Il testo dovrebbe poi passare al Consiglio europeo del 24 giugno. L'inclusione dei rom è una delle priorità della Presidenza dell'Ungheria.





ECONOMIA
8 marzo 2011
Tribunale dei brevetti europeo, proposta incompatibile con le disposizioni del diritto Ue
Il Tribunale dei brevetti europeo e comunitario è un'istituzione che si situa al di fuori della cornice istituzionale e giurisdizionale dell'Unione. Lo ha stabilito la Corte di giustizia europea che ha, così, bocciato la proposta del Consiglio Ue favorevole all'istituzione di un Tribunale dei brevetti europeo. In particolare, dalla Corte ritengono che il progetto attribuisce al Tribunale "competenze esclusive in relazione a un numero rilevante di azioni promosse da privati in materia di brevetti, segnatamente azioni per violazioni effettive o rischio di violazioni di brevetti, azioni di nullità e determinate azioni per risarcimento danni o per indennizzo. In tale contesto, gli organi giurisdizionali degli Stati membri vengono privati di tali competenze e conservano pertanto solo compiti che non rientrano nelle competenze esclusive del Tribunale dei brevetti europeo e comunitario".
La Corte, inoltre, rileva che "l'istituzione di quest'organo giurisdizionale priverebbe i giudici nazionali della facoltà, per non dire, eventualmente, dell'obbligo di adire la Corte in via pregiudiziale in materia di brevetti, dato che il progetto di accordo prevede una procedura pregiudiziale che riserva la facoltà di rinvio pregiudiziale al Tribunale dei brevetti europeo e comunitario, privando della medesima i giudici nazionali.
Orbene, la Corte ricorda che il sistema attuale istituisce una cooperazione diretta tra la Corte e i giudici nazionali, nell'ambito della quale questi ultimi partecipano strettamente alla corretta applicazione e all'interpretazione uniforme del diritto dell'Unione, nonché alla tutela dei diritti attribuiti da quest'ordinamento giuridico ai privati. Le funzioni attribuite, rispettivamente, ai giudici nazionali e alla Corte sono pertanto essenziali alla salvaguardia della natura stessa dell'ordinamento dell'Unione", ricorda ancora la Corte.
Ma nel parere si aggiunge che "la Corte ritiene che il previsto accordo, attribuendo una competenza esclusiva a conoscere un rilevante numero di azioni promosse da privati in materia di brevetto comunitario, nonché ad interpretare e ad applicare il diritto dell'Unione in questa materia a un giudice internazionale, situato all'esterno della cornice istituzionale e giurisdizionale dell'Unione, priverebbe i giudici degli Stati membri delle loro competenze in materia di interpretazione e applicazione del diritto dell'Unione. L'accordo inciderebbe parimenti sulla competenza della Corte a risolvere, in via pregiudiziale, le questioni proposte dai giudici nazionali. Di conseguenza, l'accordo snaturerebbe le competenze attribuite alle istituzioni dell'Unione e agli Stati membri, le quali sono essenziali alla salvaguardia della natura stessa del diritto dell'Unione".
La Corte conclude, quindi, sostenendo che "il previsto accordo relativo alla creazione di un Tribunale dei brevetti europeo e comunitario non è compatibile con le disposizioni del diritto dell'Unione".
ECONOMIA
2 marzo 2011
L'Unione Europea: l'impresa è donna



"Voglio lanciare un segnale chiaro alle imprese europee: l'impresa è donna". Lo ha detto la Vicepresidente della Commissione europea Viviane Reding durante la riunione convocata nei giorni scorsi a Bruxelles per incontrare gli amministratori delegati e i membri dei consigli di amministrazione di imprese quotate in borsa di dieci Paesi europei.

"Per rilanciare l'economia europea dobbiamo sfruttare tutti i talenti che la nostra società racchiude - ha continuato la Commissaria europea alla Giustizia -. Per questo è tanto importante il dialogo tra la Commissione e le parti sociali. Sono convinta che un'autoregolamentazione credibile ed effettiva in tutta Europa possa davvero fare la differenza, ma mi riprometto di ritornare su questo tema tra un anno: se l'autoregolamentazione dovesse fallire, sono pronta ad avviare nuove azioni a livello dell'Unione".

Le sedi decisionali dell'economia, dunque, continuano a restare saldamente occupate da leadership maschili. In base ai dati contenuti in alcuni studi sull'equilibrio di genere ai vertici delle imprese, le donne rappresentano in media il 12% dei membri dei consigli di amministrazione delle maggiori imprese quotate in borsa dell'Unione e il 3% ne è l'amministratrice delegata con il 26% delle donne presenti nei cda raggiunto dalla Svezia e dalla Finlandia contro circa il 2% di Malta. In Italia la percentuale è poco più del 6% (dati Consob) con la maggioranza proveniente da famiglie proprietarie dell'impresa. Non proprio un risultato brillante...


DIARI
28 febbraio 2011
UE, è legge l'Iniziativa europea dei cittadini
Con un milione di firme i cittadini europei potranno sollecitare la Commissione europea a intervenire su singoli settori ed essere un po' più protagonisti delle scelte che li riguardano. Nei giorni scorsi, infatti, è diventata legge l'Iniziativa europea dei cittadini.
Ora i cittadini dell'Unione europea potranno chiedere alla Commissione di presentare una proposta legislativa su singole materie: basterà aver raccolto almeno un milione di firme in un numero significativo di Stati membri, numero che equivale a un quarto dei membri dell'Unione europea.
Unica condizione: l'argomento proposto deve ricadere in una delle aree di competenza dell'Unione europea e ne deve rispettare i valori.


ECONOMIA
25 febbraio 2011
Strasburgo, agenda del 7 marzo
La prossima seduta plenaria per i parlamentari europei
è il 7 marzo 2011 a Strasburgo


Tra l'altro, è prevista una sintetica presentazioni delle relazioni su:

  • Sicurezza generale dei prodotti e sorveglianza del mercato (Christel Schaldemose);
  • Riduzione delle disuguaglianze sanitarie (Edite Estrela);
  • Agricoltura e commercio internazionale (Georgios Papastamkos).


LAVORO
22 febbraio 2011
LAVORO, L'EUROPA RICHIAMA L'ITALIA

Una procedura d'infrazione contro l'Italia è stata avviata dalla Commissione Europea in relazione all'uguale trattamento delle compagnie aeree nell'Unione. Ma non è tutto.

La Commissione ha inviato anche tre pareri motivati nell'ambito di altrettanti procedimenti sul riconoscimento delle qualifiche professionali e della libera circolazione dei capitali. L'Italia ha due mesi per rimediare all'infrazione delle normative UE.

La Commissione nel ritenere che le regole attualmente in vigore siano discriminanti per i lavoratori degli altri Stati membri e incompatibili col principio della libera circolazione delle persone, chiede all'Italia di dare riconoscimento all'esperienza professionale avuta dai medici in altri Stati membri ai fini anche dell'inquadramento nel settore pubblico. Oggi per un medico non italiano, il trasferimento comporta l'interruzione della carriera.

Nello stesso tempo, la Commissione chiede che non siano assegnati punti aggiuntivi nelle graduatorie a quegli insegnanti che abbiano ottenuto le proprie qualifiche in Italia. 

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